Benzina concorrenziale

La benzina ha superato i due euro il litro. E molti invocano una riduzione dell’accisa sui prodotti petroliferi che, peraltro, è una tassazione ottimale sia per il gettito che fornisce all’erario, senza rilevanti margini di evasione, sia perché non genera distorsioni dannose. Infatti essa non inficia gli incentivi a produrre o a impiegare il fattore lavoro. E se è vero che incide sul potere di acquisto dei consumatori, va anche tenuto presente che essa stimola il risparmio energetico.
24 AGO 20
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La benzina ha superato i due euro il litro. E molti invocano una riduzione dell’accisa sui prodotti petroliferi che, peraltro, è una tassazione ottimale sia per il gettito che fornisce all’erario, senza rilevanti margini di evasione, sia perché non genera distorsioni dannose. Infatti essa non inficia gli incentivi a produrre o a impiegare il fattore lavoro. E se è vero che incide sul potere di acquisto dei consumatori, va anche tenuto presente che essa stimola il risparmio energetico. Questo è tanto più necessario da quando l’Italia ha rinunciato al nucleare e in particolare fino a quando non saranno potenziate al massimo le altre energie alternative.
L’Italia è fra i maggiori paesi esportatori del mondo, ma la nostra bilancia corrente dei pagamenti stenta a essere in pareggio, mentre quella tedesca è in surplus grazie al minor fabbisogno di acquisti di energia dall’estero. Ciò che si può fare per attenuare l’onere dei due euro il litro, è una politica impostata al risparmio. L’Eni dovrebbe rilanciare l’opportuna campagna estiva di sconti nei suoi distributori, che ha avuto un considerevole successo. Il suo margine unitario sulle vendite di benzina e gasolio diminuirà, ma le vendite potranno accrescersi con una parziale compensazione dei profitti e una maggiore fidelizzazione della clientela. Anche le altre imprese del settore potrebbero seguire questa via virtuosa, che però implica una elevata efficienza operativa.
Gli automobilisti possono combattere il caro carburante innanzitutto passando dai motori a benzina a motori a gasolio e a metano. Inoltre potrebbero prediligere gli autoveicoli ad alto risparmio energetico che, spesso, danno prestazioni superiori per maneggevolezza, velocità, ripresa e tenuta di strada rispetto ad autoveicoli più ingombranti, che sono stati tradizionalmente scelti solo per motivi di prestigio o di snobismo sino a quando il carburante ha avuto una minore incidenza sui costi dell’uso dell’auto.
Infine lo stato potrebbe fare qualcosa per alleviare il carico fiscale, ma soltanto se ciò fosse efficace per il risparmio di energia, come una riduzione dell’Iva per le auto ad alto risparmio di carburante inquinante.
In altri termini, più che baloccarsi sulle differenze tra prezzo del greggio e prezzo alla pompa, servono ragionevoli azioni pubbliche e private.